Notte americana
22/02/10
Su "Giornale della
Musica" la recensione del recente concerto a Torino.
Leggete qui.
Leggete qui.
Concerto alla Scala - foto
16/11/09
Emanuele Arciuli debutta alla Scala
26/10/09
Lunedì 2 novembre concerto alla scala con un recital che spazia dalla metà dell’Ottocento alla fine del Novecento, da Liszt a Sciarrino, attraverso Schumann, Bartók e Carter. Per un maggiore approfondimento, leggete anche l'intervista condotta da Marilena Laterza.
Recensione di Fabrizio Versienti al nuovo cd
10/07/09
Il nuovo cd di Emanuele "Gates to everywhere", con
musiche di Chick Corea, Carla Bley e Fred Hersch, è
oggetto di una recensione del critico musicale Fabrizio
Versienti, pubblicata sul "Corriere del Mezzogiorno".
Testo completo della recensione.
Emanuele Arciuli su Sky e Rai Radio3
22/05/09
Venerdì 22 maggio, Sky Musica alle ore 21,30 trasmetterà uno speciale dedicato a Lorenzo Ferrero nel corso del quale Emanuele Arciuli suonerà ampi stralci dal Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra, che ha eseguito in prima assoluta con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Kazushi Ono. La registrazione è stata effettuata al Teatro Comunale di Firenze nel febbraio 2009. Il programma sarà replicato domenica 24 alle 19,55, martedì 26 alle 8,50 e mercoledì 27 alle 3,50.

Venerdì 5 giugno Emanuele sarà ospite del programma La stanza della musica, in onda su Radio 3 alle ore 21. Il programma può essere seguito in streaming audio anche sul sito di Radio 3.
05/03/09

Dall’Espresso del 5 marzo 2009, Che bravi ragazzi solisti: ecco chi sono gli eredi di Maurizio Pollini: “È vasta e composita la nouvelle vague dei pianisti italiani. Giovani dai venti ai quarant’anni, di ottimi studi e dagli interessi vari e approfonditi, che per favorire la loro arte e carriera hanno varcato i nostri angusti confini (...). Insomma, il dopo Pollini pare assicurato. Ecco qualche nome tra quelli attualmente più in voga (...). Appassionato della musica contemporanea è Emanuele Arciuli, 43 anni da Bari, che ha avuto fra i suoi maestri Vincenzo Vitale. Si è guadagnato la fiducia di valenti autori d’oltreoceano come Kernis, Uri Caine, Hersch, Rzewski, Babbitt, Thomas, Torke, Harbison, Daugherty e Bolcom, che hanno composto per lui il ciclo delle Round Midnight Variatons. Fra i cd registrati il Concerto per pianoforte e orchestra di Bruno Maderna, in prima mondiale” (Riccardo Lenzi).
Con il nuovo cd Gates to Everywhere, in cui esegue musiche di Carla Bley, Chick Corea e Fred Hersch (ed. Stradivarius), Emanuele Arciuli prosegue la sua esplorazione del repertorio americano. E proprio negli Stati Uniti, lo scorso autunno Emanuele ha tenuto due tournée, la prima in California e South Dakota, la seconda a Washington DC e Pennsylvania. Il repertorio eseguito spaziava dai grandi capolavori americani ormai storicizzati (Concord Sonata di Ives o Phrygian Gates di Adams) a un recente brano di Elliott Carter per pianoforte e orchestra da camera (Dialogues, con la Orchestra 2001 diretta da Jim Freeman), sino a un intero recital con pagine dei maggiori compositori nativi americani scritte espressamente per lui. Tenutosi nel teatro dello Smithsonian Museum of Native American di Washington, il recital è stato salutato entusiasticamente dal "Washington Post".
Del recital di San Francisco, il noto critico Hewell Tircuit ha scritto, fra l’altro: “Both Arciuli performances were astounding. I’ve not heard that kind of keenly polished playing of advanced piano music since the heyday of David Tudor. Arciuli’s forthright renditions covered the widest range of dynamics, and were artistic in every aspect. He played the tremendous chording in such a manner that each note stood out clearly, but with just the slightest emphasis on the most important note in a harmony. That’s most uncommon. Make no mistake, Emanuele Arciuli is a major pianist in the proud Italian traditions of Ferruccio Busoni and Arturo Benedetti Michelangeli”.
Fra gli appuntamenti più recenti, da segnalare ancora il concerto di premiazione dei Leoni d’Oro alla Biennale di Venezia, con l’Orchestra della Rai diretta da Arturo Tamayo (Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Michele dall’Ongaro), un recital al Muziekgebouw di Amsterdam, Variations Symphoniques e Les Djinns di Franck eseguiti a Milano con l’Orchestra Verdi. Lo scorso 21 e 22 febbraio Emanuele Arciuli ha debuttato con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Kazushi Ono, eseguendo in prima assoluta il Concerto n. 2 di Lorenzo Ferrero al Teatro Comunale di Firenze. Il Concerto è stato trasmesso in diretta su Radio3, e per l’occasione Sky Classica ha realizzato uno speciale di un’ora, che sarà trasmesso nei prossimi mesi.
Attualmente Emanuele sta scrivendo per Edt una storia della letteratura pianistica americana dalle origini ai nostri giorni. Fra gli impegni futuri, il debutto al Teatro alla Scala in recital (musiche di Schumann, Liszt, Bartók, Sciarrino e Carter), un dvd per la Vai, in collaborazione con il Miami Piano Festival, e un progetto triennale di nove programmi da concerto che affrontano tutti i capolavori del pianoforte americano da Ives a oggi. Da segnalarsi, inoltre, il recital “Search for Anasazi”, dedicato alla cultura dei nativi americani, con videoproiezioni dell’artista greca Chrissa Tsivili.
Recensione sul "Washington Post"
13/11/08
Gates to Everywhere - Il nuovo CD
27/10/08
Il 2 dicembre alle ore 12.00, presso la Libreria
Feltrinelli di Bari in via Melo 117, Carla Bley ed
Emanuele Arciuli presentano Gates to
Everywhere, il nuovo cd inciso da Emanuele Arciuli
per Stradivarius.
Musiche di Carla Bley (world premiere recording), Chick Corea e Fred Hersch.
Intervengono Fabrizio Versienti e Ugo Sbisà.
“Il problema degli steccati e della “classica a buon mercato” non si pone con Hersch, Corea e Bley presenti in questo disco. Si tratta, naturalmente, di tre grandi jazzisti, che dimostrano una volta di più quanto, oggi, il jazz possa accompagnarsi ad una solida preparazione classica senza perdere di spontaneità e di groove.
Composizioni classiche o jazz? Certamente molti pianisti classici hanno eseguito Corea ed il Notturno di Hersch, e la raccolta di Carla Bley è dedicata ad Ursula Oppens, musa delle avanguardie americane colte, pianista lontana dal jazz in senso stretto, e che non ama improvvisare. E però sarebbe impensabile eseguire questi brani senza possedere una familiarità con il jazz, che è un mondo vastissimo, d’accordo, ma possiede alcuni elementi comuni, grazie ai quali possiamo dire che Cecil Taylor, Monk e Bill Evans appartengono alla stessa grande famiglia”, E. Arciuli (dalle note di copertina).
Musiche di Carla Bley (world premiere recording), Chick Corea e Fred Hersch.
Intervengono Fabrizio Versienti e Ugo Sbisà.
“Il problema degli steccati e della “classica a buon mercato” non si pone con Hersch, Corea e Bley presenti in questo disco. Si tratta, naturalmente, di tre grandi jazzisti, che dimostrano una volta di più quanto, oggi, il jazz possa accompagnarsi ad una solida preparazione classica senza perdere di spontaneità e di groove.
Composizioni classiche o jazz? Certamente molti pianisti classici hanno eseguito Corea ed il Notturno di Hersch, e la raccolta di Carla Bley è dedicata ad Ursula Oppens, musa delle avanguardie americane colte, pianista lontana dal jazz in senso stretto, e che non ama improvvisare. E però sarebbe impensabile eseguire questi brani senza possedere una familiarità con il jazz, che è un mondo vastissimo, d’accordo, ma possiede alcuni elementi comuni, grazie ai quali possiamo dire che Cecil Taylor, Monk e Bill Evans appartengono alla stessa grande famiglia”, E. Arciuli (dalle note di copertina).

