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Dall’Espresso del 5 marzo 2009,
Che bravi ragazzi solisti: ecco chi sono gli eredi di Maurizio Pollini: “È vasta e composita la nouvelle vague dei pianisti italiani. Giovani dai venti ai quarant’anni, di ottimi studi e dagli interessi vari e approfonditi, che per favorire la loro arte e carriera hanno varcato i nostri angusti confini (...). Insomma, il dopo Pollini pare assicurato. Ecco qualche nome tra quelli attualmente più in voga (...). Appassionato della musica contemporanea è Emanuele Arciuli, 43 anni da Bari, che ha avuto fra i suoi maestri Vincenzo Vitale. Si è guadagnato la fiducia di valenti autori d’oltreoceano come Kernis, Uri Caine, Hersch, Rzewski, Babbitt, Thomas, Torke, Harbison, Daugherty e Bolcom, che hanno composto per lui il ciclo delle Round Midnight Variatons. Fra i cd registrati il Concerto per pianoforte e orchestra di Bruno Maderna, in prima mondiale” (Riccardo Lenzi). 


Con il
nuovo cd Gates to Everywhere, in cui esegue musiche di Carla Bley, Chick Corea e Fred Hersch (ed. Stradivarius), Emanuele Arciuli prosegue la sua esplorazione del repertorio americano. E proprio negli Stati Uniti, lo scorso autunno Emanuele ha tenuto due tournée, la prima in California e South Dakota, la seconda a Washington DC e Pennsylvania. Il repertorio eseguito spaziava dai grandi capolavori americani ormai storicizzati (Concord Sonata di Ives o Phrygian Gates di Adams) a un recente brano di Elliott Carter per pianoforte e orchestra da camera (Dialogues, con la Orchestra 2001 diretta da Jim Freeman), sino a un intero recital con pagine dei maggiori compositori nativi americani scritte espressamente per lui. Tenutosi nel teatro dello Smithsonian Museum of Native American di Washington, il recital è stato salutato entusiasticamente dal "Washington Post".

Del recital di San Francisco, il noto critico Hewell Tircuit ha scritto, fra l’altro: “Both Arciuli performances were astounding. I’ve not heard that kind of keenly polished playing of advanced piano music since the heyday of David Tudor. Arciuli’s forthright renditions covered the widest range of dynamics, and were artistic in every aspect. He played the tremendous chording in such a manner that each note stood out clearly, but with just the slightest emphasis on the most important note in a harmony. That’s most uncommon. Make no mistake, Emanuele Arciuli is a major pianist in the proud Italian traditions of Ferruccio Busoni and Arturo Benedetti Michelangeli”. 


Fra gli appuntamenti più recenti, da segnalare ancora il concerto di premiazione dei Leoni d’Oro alla Biennale di Venezia, con l’Orchestra della Rai diretta da Arturo Tamayo (Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Michele dall’Ongaro), un recital al Muziekgebouw di Amsterdam, Variations Symphoniques e Les Djinns di Franck eseguiti a Milano con l’Orchestra Verdi. Lo scorso 21 e 22 febbraio Emanuele Arciuli ha debuttato con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Kazushi Ono, eseguendo in prima assoluta il Concerto n. 2 di Lorenzo Ferrero al Teatro Comunale di Firenze. Il Concerto è stato trasmesso in diretta su Radio3, e per l’occasione Sky Classica ha realizzato uno speciale di un’ora, che sarà trasmesso nei prossimi mesi. 


Attualmente Emanuele sta scrivendo per Edt una storia della letteratura pianistica americana dalle origini ai nostri giorni. Fra gli impegni futuri, il debutto al Teatro alla Scala in recital (musiche di Schumann, Liszt, Bartók, Sciarrino e Carter), un dvd per la Vai, in collaborazione con il Miami Piano Festival, e un progetto triennale di nove programmi da concerto che affrontano tutti i capolavori del pianoforte americano da Ives a oggi. Da segnalarsi, inoltre, il recital “Search for Anasazi”, dedicato alla cultura dei nativi americani, con videoproiezioni dell’artista greca Chrissa Tsivili.