Gates to Everywhere - Il nuovo CD
27/10/08
Il 2 dicembre alle ore 12.00, presso la Libreria
Feltrinelli di Bari in via Melo 117, Carla Bley ed
Emanuele Arciuli presentano Gates to
Everywhere, il nuovo cd inciso da Emanuele
Arciuli per Stradivarius.
Musiche di Carla Bley (world premiere recording), Chick Corea e Fred Hersch.
Intervengono Fabrizio Versienti e Ugo Sbisà.
“Il problema degli steccati e della “classica a buon mercato” non si pone con Hersch, Corea e Bley presenti in questo disco. Si tratta, naturalmente, di tre grandi jazzisti, che dimostrano una volta di più quanto, oggi, il jazz possa accompagnarsi ad una solida preparazione classica senza perdere di spontaneità e di groove.
Composizioni classiche o jazz? Certamente molti pianisti classici hanno eseguito Corea ed il Notturno di Hersch, e la raccolta di Carla Bley è dedicata ad Ursula Oppens, musa delle avanguardie americane colte, pianista lontana dal jazz in senso stretto, e che non ama improvvisare. E però sarebbe impensabile eseguire questi brani senza possedere una familiarità con il jazz, che è un mondo vastissimo, d’accordo, ma possiede alcuni elementi comuni, grazie ai quali possiamo dire che Cecil Taylor, Monk e Bill Evans appartengono alla stessa grande famiglia”, E. Arciuli (dalle note di copertina).
Musiche di Carla Bley (world premiere recording), Chick Corea e Fred Hersch.
Intervengono Fabrizio Versienti e Ugo Sbisà.
“Il problema degli steccati e della “classica a buon mercato” non si pone con Hersch, Corea e Bley presenti in questo disco. Si tratta, naturalmente, di tre grandi jazzisti, che dimostrano una volta di più quanto, oggi, il jazz possa accompagnarsi ad una solida preparazione classica senza perdere di spontaneità e di groove.
Composizioni classiche o jazz? Certamente molti pianisti classici hanno eseguito Corea ed il Notturno di Hersch, e la raccolta di Carla Bley è dedicata ad Ursula Oppens, musa delle avanguardie americane colte, pianista lontana dal jazz in senso stretto, e che non ama improvvisare. E però sarebbe impensabile eseguire questi brani senza possedere una familiarità con il jazz, che è un mondo vastissimo, d’accordo, ma possiede alcuni elementi comuni, grazie ai quali possiamo dire che Cecil Taylor, Monk e Bill Evans appartengono alla stessa grande famiglia”, E. Arciuli (dalle note di copertina).